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QUANDO IL TIFO DIVENTA TEATRO: IL NAPOLI VINCE A ROMA E SOGNA I RICCHI E POVERI

 
 Giuseppe Pedersoli|Ottava vittoria consecutiva, 24 punti, primo in classifica. Il Napoli di Maurizio Sarri è ufficialmente e seriamente candidato allo scudetto2017/2018. Avete presente quando state sognando ma siete perfettamente consapevoli che è un sogno, solo che non riuscite svegliarvi? Mi succede anche ora, mentre sto scrivendo. Un paio di mesi incredibili. Ad agosto il Napoli vince a Verona, batte l’Atalanta al San Paolo dopo una iniziale difficoltà e in serenità supera i preliminari di Champions. Vinco diecimila euro al lotto. Arriva settembre che porta quindici gol. Tre al Dall’Ara, col Bologna, addirittura sei al Benevento, quattro alla Lazio, tre alla Spal. Inizio dieta e palestra, il figliolo con entusiasmo inizia l’avventura del primo liceo scientifico. Ecco ottobre (e siamo appena a metà) il mese del mio compleanno. Altre tre reti al Cagliari e, ieri, Lorenzo Insigne si regala il primo gol in carriera alla Roma, per gli azzurri è primato, record, complimenti da tutta Europa, Pep Guardiola compreso. La ciliegina sulla torta onirica, il rigore sbagliato da Dybala (Lazio Juve) al 95’. Inoltre, ho perso dieci kg, bicipiti e quadricipiti fanno capolino da sotto alla ciccia, il pederboy prende 9 in matematica, italiano, latino. Mia moglie mi dà uno scossone. “Spegni la sveglia”. Garibaldinamente obbedisco e mi accorgo che qualcosa non va. I colti direbbero: “Sogno o son desto”? Più umilmente, io…aggia capì. Salgo sulla bilancia e mi guardo allo specchio. Sono aumentato, ma quale dieta! E i bicipiti non hanno sentito la sveglia, i quadricipiti credo non ci siano proprio più. Mi collego con l’home banking e dei diecimila del terno secco…nulla compare in video! Ultima speranza: i siti sportivo-calcistici. E’ tutto vero. Il Napoli va alla grande. Sempre i colti, commenterebbero con citazioni alte: Andrea Bocelli, Eduardo Bennato, Paolo Conte, forse ma forse Cenerentola secondo la quale i sogni son desideri, con una spruzzata di Bob Dylan e di Beatles. Io sono un hombre del pueblo (ma vi supplico, non mettete in mezzo Cristiano Malgioglio e il Grande Fratello) e chiamo in causa i Ricchi e Poveri: “E vola vola si sa, sempre più in alto si va (…) E’ un’emozione che cresce piano piano, stringimi forte e stammi più vicino”. Poi ci metterei un pizzico di Lorella Cuccarini seppur parodiata: “Vola, Maurizio Sarri vola, la curva s’innamora, Maurizio vola”. E chiuderei, naturalmente, con “Ma, scetànnome ‘a sti suonne, me faje chiagnere pe’ te”. Ma anche con “Un giorno all’improvviso”. Sempre forza Napoli.
P.s. Nel giochino di sopra, ho volutamente dimenticato i buoni voti a scuola del figliolo. Anche quello era un sogno.
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