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ALBANESE, PRESO DOPO QUATTRO ANNI PER UNA TENTATA RAPINA: AGGREDI AUTOMOBILISTA CON BASTONE

MARCIANISE. Nelle prime ore di ieri, in Marcianise (CE) la Polizia di Stato di Caserta ha arrestato un cittadino albanese, latitante dal 2014. In particolare, ad epilogo di una prolungata e insistente attività info-investigativa, poco prima delle 07.00, personale del Commissariato di P. S. di Marcianise (CE), in Viale Kennedy, rintracciava e traeva in arresto R. G., nato a Zdojan il 14.07.1972, domiciliato in Marcianise (CE) in quanto colpito da un Ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Nola (NA), dovendo espiare la pena di anni 2, mesi 5 e giorni 6 di reclusione, per concorso in tentata rapina aggravata. In particolare, nei giorni scorsi, i poliziotti del locale commissariato apprendevano che il citato R. G., irregolare sul territorio italiano, aveva presentato al Tribunale per i minorenni di Napoli la richiesta per una speciale autorizzazione a permanere nel territorio italiano in quanto convivente con figlio minore, così come previsto dall’31 del T.U. per l’immigrazione, misura voluta dal legislatore a tutela dello sviluppo psico-fisico dei minori stranieri soggiornanti in Italia. In tale circostanza, R. G. aveva fornito un recapito di Marcianise presso il quale, però, non veniva rintracciato, in quanto verosimilmente fittizio o di convenienza. Pertanto, venivano avviati quotidiani servizi di osservazione nei pressi dei luoghi, bar e locali di ritrovo, abitualmente frequentati da cittadini albanesi dimoranti nel comprensorio. L’insistenza dei poliziotti veniva premiata appunto nella odierna mattinata, allorché il latitante veniva individuato in un bar di Marcianise (CE), verosimilmente in attesa di recarsi al lavoro. L’uomo, accortosi dell’arrivo dei poliziotti, ritenendo di non essere stato avvistato, accennava un tentativo di fuga, introducendosi furtivamente in un vicino fruttivendolo, inutilmente poiché gli agenti avevano ormai chiuso ogni possibile via di fuga. R. G. deve espiare una pena per tentata rapina aggravata, infatti, il 16 febbraio 2014, in Acerra (NA), insieme a tre complici, tutti stranieri, armati di bastoni, aggredì un’automobilista con il proposito di impossessarsi della sua vettura ma il provvidenziale intervento di una pattuglia dei carabinieri ne impedì l’evento criminoso ed i malintenzionati furono tutti arrestati in flagranza di reato. Successivamente, l’arresto fu convalidato dall’Ufficio del G.i.p. di Nola che applicò nei confronti di R. G. la misura cautelare degli arresti domiciliari dalla quale evase poco dopo, circostanza che portò all’emissione della più grave misura della custodia cautelare in carcere rimasta però ineseguita così come la successiva condanna, divenuta definitiva il 24 ottobre 2015, almeno fino a ieri. Al termine delle formalità di rito, R. G. è stato associato alla Casa Circondariale N. C. di San Tammaro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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