PIEDIMONTE MATESE, LA CITTÀ SOLIDALE COL CARDINALE KRAJEWSKI: “DON CORRADO HA FATTO UN ATTO DI FOLLE BONTÀ”

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Tutto avrebbe immaginato don Corrado, al secolo il cardinale polacco Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, tranne di finire nelle prime pagine dei telegiornali per aver compiuto un atto che per lui rientra nella consueta quotidianità. I suoi amici di Piedimonte, la città dove ha mosso i suoi primi passi da sacerdote e che lui porta nel cuore: “Ha fatto un atto di folle bontà, perché scendere in una botola per andare ad attaccare i fili della corrente a 400 persone poteva costargli la vita”. Per don Corrado, come lo chiamano da queste parti ed anche nella parrocchia contadina di Carattano, dove da giovane sacerdote andava a dire messa e a imparare la lingua Italiana, aiutare la povera gente rientra nella normalità. Anche a costo della propria incolumità personale e di essere massacrato dai media, per un’azione che lui ha fatto a fin di bene, ma strumentalizzata addirittura per fini politici. A don Corrado non importa se dovrà pagare persino penalmente il suo gesto d’amore per aver consentito a circa cento bambini di poter riavere acqua e luce perché ha lasciato il suo biglietto da visita dove ha attaccato i fili della corrente. In un modo o nell’altro la situazione di quei disperati sarà risolta, magari rimettendoci in prima persona. Chi, come noi e i suoi tanti amici di Piedimonte e del Matese, hanno avuto la fortuna di conoscere una persona strardinaria come don Corrado, non può che biasimare chi in questi giorni sta mettendo in croce il cardinale Konrad Krajewski. Dimenticano, questi signori della poltrona, che l’elemosiniere del Papa, quando di sera loro sono negli studi televisivi a propagandare questo o quel partito, don Corrado è in giro per Rona o le periferie, per portare coperte, cibo e una buona parola a chi vive per strada. Lasciando da parte la porpora da cardinale, don Corrado è stato addirittura immortalato quando lava e stira i panni ai senzatetto. Quando il Papa lo nominò cardinale lo seppe dalla televisione, non certamente dal Santo Padre, di cui è il più stretto collaboratore. Don Corrado vive come se il presidente del Consiglio italiano o un ministro della Repubblica, a cui potrebbe essere equiparato, viaggiasse in incognito con la vespa o un furgoncino carico di mercanzie, senza scorta e macchina blu. Quando viene a Piedimonte col suo furgone, ovviamente senza preavvisare come fanno, con tanto di manifesti, ministri e parlamentari, sa di trovarsi a casa come nella sua Polonia. Nell’ultimo mese c’è stato almeno un paio di volte. Prima di Pasqua i monaci di San Pasquale, a cui don Corrado è  molto legato, lo videro presentarsi davanti al portone del convento, ovviamente non con l’abito cardinalizio. Non credevano ai loro occhi di essere al cospetto di chi un giorno potrebbe salire sul trono di Pietro, essendo il più giovane tra i cardinali ed anche fra le più alte  cariche del Vaticano. Qualche giorno dopo, per il pranzo di Pasqua, il cardinale Krajewski è tornato dai suoi amici di Piedimonte, da quella che e’ la sua seconda famiglia, per assaggiare la classica frittata e fare quattro chiacchiere “È una persona eccezionale -dicono di lui – e non riusciamo a credere che qualcuno possa soltanto mettere in discussione quello che fa per il bene dei più bisognosi”. Se il Papa lo ha scelto come suo principale collaboratore ci sarà pure un motivo.

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

1 Comment on PIEDIMONTE MATESE, LA CITTÀ SOLIDALE COL CARDINALE KRAJEWSKI: “DON CORRADO HA FATTO UN ATTO DI FOLLE BONTÀ”

  1. Condivido con lui. Ma perché poi non lo fa anche per tanti Italiani che si trovano nella stessa situazione? Eppure c’è ne sono a migliaia che vivono senza acqua luce perché non potendo pagare gli viene tolta. Tutti quanti sono sotto questo tetto.

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