VIDEO|ALVIGNANO – VITTORIO MARTINO, STAMATTINA  IN RAI A “STORIE ITALIANE “ ASSISTITO DAL SUO AVVOCATO SUL GIALLO STAMINALI

Alvignano. Continua il filone del giallo delle staminali che sta investendo numerosissime famiglie (15.000 italiane e 330.000 in tutta Europa). I primi a metterci la faccia, è il caso di dire, sono stati i coniugi, Maria Luisa e Vittorio di Alvignano, nel casertano che  hanno rilasciato a noi e alla Rai in esclusiva, una lunga intervista sulla ipotetica truffe delle staminali di cui sono stati vittima . Oggi, a Roma, nello studio  di “Storie italiane” (Rai 1) è stato ospite Vittorio Martino (nella foto) ,  seguito come un’ombra dal suo avvocato Carmela Amato, nonostante non fosse andato in video, che sta seguendo con precisione  e determinazione l’intera vicenda che le è stata affidata dalla coppia dell’alto casertano. Le discussioni, sono state tante, con gli ospiti in studio  e con la vicenda che assume sempre piu’ i toni di un giallo: Le cellule che erano state consegnate dalla famiglia ad una società svizzera per la crioconservazione, dopo aver pagato profumatamente ma ora non ci sono piu’ tracce. Qui, scatta, ovviamente, lo sdegno, il risentimento e la delusione  della famiglia, ma non è la sola, come abbiamo appena già scritto. Dopo l’uscita del nostro articolo di Casertasera.it e la video intervista,  insieme all’ampio servizio, in diretta della Rai, il caso è esploso  grazie anche alla brava dell’inviata Roberta Spinelli che quasi quotidianamente, segue questo filone destinato a continuare ancora a lungo.

Si è aperto, dunque, un capitolo sulla vicenda sempre piu’ complessa, intrigata e  dagli aspetti  drammatici sotto il profilo sociale  e psicologico per le coppie. Nelle prossime ore,  seguirà un nuovo aggiornamento sugli eventuali sviluppi del caso che sta facendo discutere in tutta Italia.

 

I FATTI

Nel 2013 nasce il Loro bambino e la coppia, guardando lontano e per un vero atto d’amore, decide si effettuare il prelievo placentare alla donna che aveva partorito presso l’ospedale di Caserta. Qui, seguendo l’iter burocratico previsto, viene effettuato   il prelievo  dai medici della stessa Azienda ospedaliera, pagando regolarmente all’ospedale un ticket di 300 euro circa. Il compito dei medici casertani finisce qui. La coppia, da quel momento  agisce privatamente, affidandosi ad una società dalla quale il campione viene ritirato. Si tratta di un’azienda con sede in Svizzera,  a Ginevra e in Italia, attraverso un referente di Salerno. Nel corso degli anni, per certificazioni ed altre spese, i coniugi sborsano,  gradualmente, circa quattromila  euro. Pochi giorni fa, alla coppia però scatta un sospetto a seguito di alcune notizie che arrivano da amici di famiglia. Si paventa un raggiro proprio relativo   alla gestione delle cellule staminali. Al marito, un giovane  e stimato parrucchiere della zona, nasce un dubbio: ”Io ho una sensazione strana -dice subito alla moglie- ma non è che anche noi siamo finiti in una truffa del genere?  Cosi chiama l’Azienda che conserva i campioni per capire e qui comincia il calvario: a quei numeri dove rispondevano sempre con molto garbo per cio’ che riguardava versamenti di danaro e certificazioni, come d’incanto non risponde piu nessuno. Da questo momento le telefonate si sprecano ma il problema è sempre lo stesso: il silenzio assoluto dall’altra parte del filo. Quell’azienda si è volatilizzata. Cerca di approfondire e attraverso un’amica di famiglia di madre lingua, chiama a Ginevra dove ha sede la società e, dall’Uffico  Federale di Sanita’    gli rispondono che effettivamente esiste un problema tanto che c’è una indagine in corso e nove persone sono state già fermate per questo motivo. A quel punto, capiscono che in quella situazione ci sono finiti dentro anche loro. La disperazione e la delusione per questa famiglia è tanta. “Non pensiamo piu’ tanto ai soldi che abbiamo sborsato -dice la signora Marialuisa -con tanti sacrifici ma al campione di staminali che abbiamo prelevato per i nostri figli che non si trova piu’. Non sappiamo dove sia finito”.

Pochi giorni fa la decisone di affidarsi ad un legale. L’avv. Carmela Amato (nella foto) sta effettuando infatti le prime ricerche per mettere in atto le azioni legali necessarie e per comprendere fino in fondo cosa sia successo. Il legale   e deciso a dare battaglia per il suo cliente fino a quando non si arriva a conclusione. Sarebbero circa 15.000 in Italia le persone che ignare del possibile disegno (criminoso?) sono finite nella stesse condizioni. Guardando negli occhi questa famiglia, si legge a carattere cubitali la disperazione e l’impotenza davanti a quella che si profila e, vorremmo tanto sbagliare, come una vera truffa italo-svizzera. Per ora, una cosa è certa a quei numeri a cui spesso la famiglia chiamava per versamenti ed informazioni, non risponde piu’ nessuno né si sa dove sia finito il prelievo effettuato alla donna. Secondo indiscrezioni si pensa siano stati trasferiti in Polonia ma anche questo, rimane purtroppo, per ora, un interrogativo al quale questa vicenda dovrà dare presto una risposta.

 

 

 

 

 

 

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