SOCIOLOGIA – GENITORI E FIGLI: “ABBIAMO “INVESTITO” TANTO PER LORO  MA SARANNO APPREZZATI IN QUESTA SOCIETA’?” UNA COPPIA CI SCRIVE

* ROBERTA MARRA|Salve, dottoressa Siamo genitori di due ragazzi poco più che adolescenti, una famiglia modesta con qualche disponibilità economica in più rispetto alla media del periodo storico; un nucleo tradizionale che ha con convinzione voluto trasmettere, valori. Abbiamo investito molto sulla loro formazione, con viaggi studio, hobby,  lasciandoli liberi, sempre, di seguire le loro passioni dandogli i giusti spazi, per le naturali esperienze. Non sono mancati gli esempi di vita da parte di chi con sacrificio ed onestà ha conquistato il proprio ruolo nella società, credendo fortemente in sé stesso, senza cedere alle scorciatoie nei momenti di sconforto. Ora che sono grandi, ci domandiamo se il nostro impegno è stato adeguato ai tempi e se gli permetterà di essere apprezzati da questo sistema spietato e sempre meno sensibile; ma soprattutto, vivranno in una società all’altezza delle loro aspettative o dovranno sopravvivere  ad essa ?

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Carissimi, oggi essere genitori è un ruolo importante e prestigioso, seppur quotidianamente compromesso.Richiede coraggio e soprattutto tanta fiducia in sé stessi; in una realtà che si è sconvolta attraverso il necessario mutamento imposto dal progresso.La famiglia, certamente, da nucleo di riferimento, si è trasformato in un costrutto della  società, dove è sempre più difficile comunicare, dove  gli sms hanno sostituito il dialogo a tavola e le emoticons una carezza. Un cambiamento che ha visto stravolgere i capisaldi all’ interno del sistema, destabilizzando ogni sorta di equilibrio, a partire proprio dalla famiglia.Ovviamente è una minaccia generazionale, non di poco conto, un subbuglio morale che solleva dubbi e non poche domande, soprattutto sulla responsabilità genitoriale e la pretenziosità.Quell’identita inghiottita dalle mode, gestita con prepotenza ed interesse individuale, dalle masse.Preparare a gestire le relazioni ad un  giovane adolescente 2.0, che si affaccia alla vita, in un contesto così dinamico e compromesso nei riferimenti, è una vera e propria impresa.Si è continuamente minacciati, un sacrificio emotivo, al fine di renderli individui autonomi nel pensiero quanto nelle azioni.La gioventù, è il capitale sociale su cui investire e non vi è eredità migliore, che lasciargli in dote un’identità solida, fatta di esempi e valori.Nel leggere  mi hanno colpito le parole , IDENTITÀ ED INVESTIMENTO, in una relazione di equilibrio emotivo, che ben avete saputo distinguere dal contesto agevole del reddito; in una società dove l’apparire ha sostituito l’essere.Zygmunt Bauman è tra i sociologi contemporanei più apprezzati, ha focalizzato la sua attenzione sulla transizione da modernità alla postmodernità, utilizzando la metafora dello stato solido e liquido della società. Mentre nell’età moderna tutto era dato come una solida costruzione, ai nostri giorni ogni aspetto della vita può venir rimodellato artificialmente. Ciò non può non confluire e compromettere le relazioni umane, rendendole precarie.Noto il vostro impegno che ha voluto, preservare, un capitale sociale, ipotecando un futuro compromesso dall’ incertezza.Ai vostri figli avete garantito una famiglia, un’ identità a cui fare riferimento, gli avete fornito gli stimoli per la costruzione di un Sé forte.È la fiducia nei valori l’ancora sulla quale deve poggiare la Vostra sensibilità, che si confonde con il timore della paura. I figli: un capitale Sociale da ipotecare.

**dott.ssa Roberta Marra-Sociologa.

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