VIDEO//PIEDIMONTE MATESE, RISOLTO (FORSE) IL MISTERO DELLA CASA ABBANDONATA, NON RITI SATANICI MA UN DEPOSITO MILITARE

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Due mesi dopo che pubblicammo un articolo sul perché di un casolare abbandonato e sui misteri che nascondeva, siamo venuti a capo del mistero. I fatti. Nella fitta boscaglia del monte Muto, nascosto tra rami ed erba incolta, assolutamente invisibile anche a chi è pratico della zona, sorge un casolare abbandonato che dovrebbe avere almeno un paio di secoli. I dubbi a cosa potesse servire, ci colpirono immediatamente, non appena sapemmo della sua esistenza. Perché, ci chiedemmo, fu costruito proprio in quel posto impervio  e assolutamente inaccessibile? Innanzitutto, ci fece sorgere dei dubbi la porta d’ingresso, molto simile a quelle di un carcere da dove, attraverso una feritoia, si può parlare o passare gli alimenti ai detenuti. Forse una prigione usata al tempo dei briganti? All’interno, di sicuro abbandonato da decenni, forse da quel 17 marzo del 1966, quasi 55 anni fa, una data che si riusciva a leggere a malapena sulle mura e che dice “si torna finalmente a casa”. Perché tanta felicità? Forse perché si è stati costretti in quella stanza contro la propria volontà? E perché sui quattro lati delle mura quelle immagini che propongono immagini sataniche, alcune di un rosso sangue che a guardarle bene potrebbe anche non essere pittura? Ci proponemmo che quando l’emergenza ci avrebbe consentito di raggiungere quel posto, con le raccapriccianti immagini riprese prima del lockdown, avremmo cercato di dare una risposta al mistero del casolare abbandonato: luogo di riti satanici, prigione al tempo del brigantaggio, entrambe le due ipotesi o un altro misterioso motivo? Lo abbiamo fatto. Insieme a chi è un profondo conoscitore della zona, abbiamo rintracciato il proprietario dell’impervia boscaglia e del casolare che si trova nascosto al suo interno. “Che io sappia, anche se non lo vedo da decenni -ci ha detto-  quel casolare abbandonato non era un luogo dove si potevano svolgere riti satanici, anche se le immagini che avete mostrato sono molto raccapriccianti e indurrebbero a pensare a cose non proprio lecite. A quello che ricordo, nel 1962 a Piedimonte giunsero i militari del Genio che cominciarono la costruzione della strada che porta a San Pasquale. Quel casolare fu dato in affidamento ai soldati dai miei antenati perché ne facessero una specie di ripostiglio, dove poter conservare attrezzi e magari servire come rifugio in caso di intemperie. Ciò giustificherebbe anche la data del ’66 che scrissero sui muri, una specie di inno alla gioia per l’ ultimo giorno della loro permanenza da soldati a Piedimonte”. Fin qui niente da eccepire, ma la feritoia sulla porta, simile a quella delle prigioni, non ci leva dalla testa che magari in quel posto tanto tetro e nascosto nella boscaglia, i militari che non rispettavano le regole abbiano trascorso periodi di detenzione più o meno lunghi. Una sorta di prigione, dove poter scontare le proprie colpe.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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