VIDEO//PIEDIMONTE MATESE, IL MISTERO DELLA CASA ABBANDONATA, RITI SATANICI O PRIGIONE AL TEMPO DEL BRIGANTAGGIO?

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Nella fitta boscaglia del monte Muto, nascosto tra rami ed erba incolta, assolutamente invisibile anche a chi è pratico della zona, sorge un casolare abbandonato che non dovrebbe avere meno di un paio di secoli. I dubbi a cosa potesse servire sorgono immediatamente, soprattutto a chi come noi ne è venuto da poco a conoscenza. Perché è stato costruito proprio in quel posto impervio  e assolutamente inaccessibile? Innanzitutto la porta d’ingresso, molto simile a quelle di un carcere da dove, attraverso una feritoia, si può parlare o passare gli alimenti ai detenuti. Forse una prigione usata al tempo dei briganti? All’interno, di sicuro abbandonato da decenni, forse da quel 17 marzo del 1966, quasi 55 anni fa, una data che si riesce a leggere sulle mura e che dice “si torna finalmente a casa”. Perché tanta felicità? Forse perché si è stati costretti in quella stanza contro la propria volontà? E perché sui quattro lati delle mura quelle immagini che propongono immagini sataniche, alcune di un rosso sangue che a guardarle bene potrebbe anche non essere pittura? Quando l’emergenza ci consentirà di raggiungere quel posto, insieme a chi ci ha inviato le raccapriccianti immagini riprese prima del lockdown, cercheremo di dare una risposta al mistero del casolare abbandonato: luogo di riti satanici, prigione al tempo del brigantaggio, entrambe le due ipotesi o un altro misterioso motivo?

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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