SOCIOLOGIA- IL LOCKDOWN E’ PIU’ LETALE DEL VIRUS? UNA LETTRICE CI SCRIVE

Gentile dott.ssa, ll lockdown economico in Italia, più letale del Covid 19?

Tina

————————————————————–

*ROBERTA MARRA|Gentile Tina, la domanda che mi rivolge trova in una risposta tecnica, tutto il disagio economico prodotto dalla pandemia che ha sconvolto le sorti del mondo. Al fine di risultare quanto più chiara ed esaustiva, ritengo opportuno partire da uno dei risultati dell’indagine di Bankitalia, che riporta quanto segue: «Nonostante i sussidi del governo, circa la metà delle famiglie italiane ha subito un calo del proprio reddito a causa del Coronavirus, l’emergenza dell’epidemia rischia di tramutarsi in una grande emergenza economica, ampliando a dismisura le diseguaglianze sociali: la forbice tra la parte ricca e la parte povera della società si allargherà ulteriormente, creando un gap sempre più insanabile fra le diverse fasce sociali della popolazione». L’analisi della realtà oggettiva, quindi, ci sottolinea come i due mesi di lockdown sono solo l’inizio di una crisi socio-economica profonda, la cui permanenza rimane incerta; è durato 57 giorni ma avrà un effetto amplificatore dal punto di vista delle diseguaglianza fra ricchi e poveri. Purtroppo le misure restrittive si sono rivelate eterogenee per i diversi settori dell’economia e i diversi tipi di lavoratori, e secondo dati statistici si tratta di un evidente aggravarsi dei tenori di vita, portando il tasso di povertà “assoluta” contare circa 120mila nuovi poveri nel paese in appena sei mesi. Le politiche sociali nonchè le misure in vigore con il decreto “Cura Italia”, a favore dei redditi medi attenuano ma, certamente, non risolvono il divario, in quanto il quasi 60% della popolazione indigente non ha reddito e non sa come arrivare a fine mese. Anche la possibilità ed il tempo di attingere ai piccoli risparmi si è conclusa, non dimentichiamoci che parliamo di una realtà economico-sociale i cui il reddito è dato da lavori stagionali o a prestazione in linea con il “jobs act” i cui stipendi, spesso e da troppo tempo sono inferiori agli 800.00 euro. Potenziale economico che li rende incapaci di fronteggiare spese strutturali di sostentamento straordinarie, quelle sanitarie in particolar modo. Un aspetto da non sottovalutare è quello che riguarda la nuova concezione di famiglia, la cui informalità limita anche l’accesso ai fondi, come ad esempio genitori single o coppie di fatto. Una società ridotta alla sopravvivenza in uno scenario drammatico. Non possiamo che augurarci interventi incisivi a favore delle fasce più deboli e progetti per una più equa redistribuzione delle risorse da parte del governo centrale mediante un lavoro di monitoraggio da parte delle regioni, per politiche ad hoc .

*Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica. Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali: casi testimonianze.

 

 

About Redazione (8555 Articles)
Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: