ALVIGNANO, LA VICENDA ASSURDA DEL DOTT. RICCIO, IL TRIBUNALE LO DISCOLPA, LA ASL ANCORA NON LO REINTEGRA IN SERVIZIO

Redazione. Alvignano. Una vicenda paradossale, iniziata nei primi giorni di marzo, in piena emergenza Coronavirus. Il dott. Francesco Riccio di Alvignano ed altri suoi due colleghi medici della provincia di Caserta, Barbato e Pardi, subiscono una misura interdettiva temporanea dalla professione dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per via di una dubbia storia di ricette che poi il Tribunale del Riesame di Napoli, lo scorso 18 di giugno, dimostrerà essere inesistente, ordinando il loro immediato reintegro in servizio. Da quella data l’ASL di Caserta  non ha ancora provveduto a riassegnarli al loro lavoro e nelle rispettive sedi  ricoperte prima della burrascosa vicenda, creando un forte disagio ai loro assistiti. In particolare, c’è il paradosso dei pazienti del dott. Riccio, sostituito dopo la prima sentenza dalla dottoressa Tranquillo, che avendo partorito ad Aprile ha dovuto lasciare l’incarico, a sua volta, ad un ulteriore medico, suo padre (!!!), che sarebbe coadiuvato da un giovane professionista per redarre le ricette agli assistiti. Insomma, un vero e proprio guazzabuglio che  l’ASL potrebbe risolvere nel più semplice dei modi, riammettendo in servizio i tre professionisti, come ha disposto il Riesame, a vantaggio dei pazienti e soprattutto dei medici, ingiustamente messi sotto accusa.

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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