CARLO GRILLO SULLA VICENDA POLITICA AL COMUNE: “UN FALLIMENTO DI UN PROGETTO AMMINISTRATIVO”

Piedimonte Matese. La vicenda delle dimissioni del sindaco di Lorenzo e tutto ciò che ne seguirà è motivo di forte attualià in città e in tutto il territorio essendo Piedimonte uno dei comuni piu’ importanti e spesso capofila in diversi contesti istituzionali.Qusta volta è il consigliere di opposizione Carlo Grillo ad intervenire dopo il crak

“Ieri la città di Piedimonte –ha detto – ha assistito al fallimento di un progetto amministrativo che già da tempo vacillava. Sin dalla dichiarazione di dissesto finanziario, infatti, è stata chiara l’incapacità dei neoeletti membri di maggioranza a gestire la città con una visione programmatica chiara e lungimirante.

Se, infatti, con la votazione del dissesto già erano disattese le promesse elettorali del gruppo Uniti per Piedimonte , ancor più lo hanno fatto la mancanza di programmazione successiva ed azioni concrete di risanamento della finanza locale.

Quale membro di minoranza e con il supporto delle consigliere di minoranza del mio gruppo abbiamo più volte provato a redarguire la maggioranza sulle inefficienze della loro opera amministrativa e sulla erronea scelta di dichiarare dissesto finanziario ma, purtroppo, le istanze presentate sono sempre state ignorate .

E cosi, dopo un anno e mezzo dal dissesto, la città si è ritrovata in una grave situazione di stallo, con difficoltà anche nell’erogazione dei servizi fondamentali per i cittadini e con un bilancio riequilibrato, votato già un anno fa, bocciato dal Ministero perché non idoneo a raggiungere l’effetto di risanare le finanze dell’Ente.

Pertanto,  dopo  tanto  tempo  dal  dissesto,  sbandierato  come  un’opportunità  per  Piedimonte , ci  siamo ritrovati a dover approvare un nuovo bilancio riequilibrato che ci è apparso ancora una volta inefficace . A ciò si è aggiunta la grave crisi della maggioranza, ormai da mesi frammentata e non più concorde sulle linee politico amministrative da seguire.

Alla luce di tutto ciò ritenevo che la soluzione migliore per il paese fossero le dimissioni ultra dimidium di tutti i Consiglieri non in linea con l ‘amministrazione Di Lorenzo entro il 27 Luglio , data stabilità nel D .L.n.26\2020, per poter andare alle urne nel prossimo autunno e dopo aver chiarito pubblicamente ai cittadini le motivazioni della disgregazione del gruppo di maggioranza.

Questo passo sarebbe stato, a mio avviso, espressione di grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che avrebbero scelto in tempi brevi una nuova compagine amministrativa senza essere per lungo tempo sottoposti al governo di un Commissario Prefettizio .In realtà l’obiettivo che ci eravamo prefissi come gruppo Siamo Piedimonte si è in parte realizzato, in quanto nel Consiglio del 27 Luglio sono palesemente emerse le ragioni del dissenso sorto nel gruppo al governo e i cittadini, in regime di grande trasparenza, hanno potuto conoscere le distorte dinamiche che hanno mosso l’amministrazione della città in questi anni.

Purtroppo, non essendosi verificate le condizioni auspicate per uno scioglimento immediato del Consiglio, per un repentino passo indietro di due Consigliere di maggioranza dissidenti, la Città dovrà convivere per mesi con un Commissario che, peraltro, approverà in autonomia e secondo canoni tecnici un bilancio riequilibrato le cui conseguenze ricadranno sui cittadini.

Sicuramente sarebbe stato più aderente alle esigenze della città se tale bilancio fosse stato redatto e condiviso in seno ad una nuova amministrazione, libera espressione del voto dei piedimontesi.

Alla luce della situazione attuale posso solo auspicare che il Prefetto, valutata la situazione dell’Ente, nomini in tempi brevi un Commissario competente e di grande esperienza che prenda a cuore, come abbiamo sempre fatto noi consiglieri, il bene della città e la “traghetti” fuori dal dissesto, in modo da rilanciarla ed attribuirle nuovamente quel ruolo di centralità territoriale e politico amministrativa che le spetta.

Per quanto mi riguarda e come già più volte affermato, non ho intenzione di ricandidarmi, ma seguirò con attenzione le sorti della mia città, prodigandomi da cittadino per vederla nuovamente florida e vitale”.

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