REGISTRO UNICO NAZIONALE DEL TERZO SETTORE. INTERVENTO DEI PROFESSORI  FUCCILLO E SANTORO

In merito alla complessa riforma del Terzo Settore si è registrato un importante intervento del prof. Antonio Fuccillo e del prof. Raffaele Santoro, titolari delle Cattedre di Diritto Ecclesiastico e Interculturale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

A tale riguardo, i due docenti hanno rilevato che: “La conferenza Stato-Regioni del 10 settembre 2020 ha approvato il Decreto attuativo del Registro  Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), istituito dalla Riforma del Terzo Settore. Ciò è stato  anche evidenziato nel comunicato stampa di “Lettera 150” (www.lettera150.it). Il RUNTS, secondo   quanto previsto dal documento, sarà nazionale ma gestito su base territoriale da ciascuna regione e  provincia autonoma, ed è suddiviso in sei sezioni in base alle tipologie di ETS (ODV, APS, gli enti  filantropici, Imprese Sociali comprese le cooperative sociali, Reti Associative, Società di Mutuo Soccorso) e una sezione residuale nella quale potranno iscriversi le altre formazioni sociali che assumeranno la qualifica di ETS (Enti del Terzo settore). A tal riguardo, è opportuno evidenziare che il RUNTS, come previsto dal Decreto, non prevede una sezione dedicata agli enti religiosi civilmente riconosciuti che assumono la qualifica di ETS, i quali rientrerebbero nella c.d. sezione residuale. I Decreti Legislativi n. 117/2017 e n. 112/2017 prevedono infatti che gli enti religiosi civilmente riconosciuti possono assumere la qualifica, rispettivamente, di ETS e Impresa sociale qualora adottino un regolamento che, ove non diversamente previsto ed in ogni caso nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti, recepisca le norme dei suddetti decreti. Seguendo la tradizione delle confessioni religiose, alle quali si ispirano o dalle quali dipendono, gli enti religiosi sono presenti in modo molto rilevante nel c.d. «Terzo Settore». Secondo il censimento ISTAT del 2017 sulle istituzioni no profit, la presenza delle organizzazioni di ispirazione religiosa settore sociale è aumentato dal 2011 del 110,3%. Gli enti religiosi, inoltre, godono di una complessa disciplina giuridica che è definita dal diritto speciale, dagli ordinamenti confessionali e dal diritto privato ed ecclesiastico (come evidenziato in A. FUCCILLO, R. SANTORO, L. DECIMO, Gli enti religiosi ETS. Tra diritto speciale e regole di mercato, Napoli, 2019). Per tali motivi è opportuno prevedere nel RUNTS un’apposita sezione nella quale potranno iscriversi solo gli enti religiosi civilmente riconosciuti che abbiano adottato il regolamento e, dunque, assunto la qualifica di ETS o impresa sociale”.

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