SOCIOLOGIA- PUBBLICARE LE FOTO DEI MINORI SUI SOCIAL E’ ILLEGALE? LA SOCIOLOGA RISPONDE

Gentile Dott.ssa pubblicare le foto di bambini sui social è considerabile come una mancanza di rispetto nei riguardi del bambino che non può decidere e chi lo fa è punibile?

Maria Vittoria

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* ROBERTA MARRA|Gentile lettrice, ormai i social network sono la quotidianità virtuale della vita reale; un semplice modo per condividere stati d’animo, momenti privati attraverso foto e pensieri.
Io per prima condivido con i miei amici foto, battute, attimi di quotidianità e non ci trovo nulla di male. Ma con Responsabilità. Lo considero addirittura un piacevole e simpatico momento di ” nuova convivialita” e aggiungo; se e’ vero che la felicità quando condivisa dura più a lungo, una battuta un sorriso se condiviso può essere un messaggio allietante per un particolare stato d’animo che girovaga sul social alla “ricerca” di una distrazione. Muovendo da tali presupposti consiglio, un utilizzo dei social attento e Responsabile a tutela di noi stessi e degli altri. Presupposto che ritengo un sinonimo inequivocabile di Rispetto.
Addentrandomi nel caso specifico delle condivisioni che vedono come protagonisti tutte le categorie cosiddette fragili tra cui il bambino/minori, l’attenzione è certamente maggiore e pertanto cito azioni concrete volte a tutelarle; normative costituzionali internazionali come la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; la cosiddetta Convenzione di New York approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 che in Italia risponde alla legge 27 maggio 1991 n. 176. Essa stabilisce quanto segue : ” in tutti gli atti relativi ai minori, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente…” . Nella fattispecie il bambino/minore protetto ancor prima dell’avvento dei social.
Prima delle normative è ovvio che il primo garante è chi intende pubblicare l’immagine o autorizza a farlo; genitori, amici, fratelli maggiorenni, parenti ecc.
Il mondo del web è spietato e maldestro per cui l’attenzione deve essere sempre alta.
Ritengo opportuno a questo punto ricordare, cara lettrice, che i social non tutelano totalmente l’utente pertanto seppur si possa restringere il campo delle visualizzazioni c’è comunque la possibilità per “gli altri” di salvare le foto ed utilizzarle a piacimento e perché no, ricondividerle.
Tali possibilità espongono il minore a grossi rischi e pericoli; come ad esempio la diffusione di foto in siti molto lontani dai semplici e “ingenui” presupposti iniziali. E parlo di quelle situazioni parallele che non hanno nulla a che fare con sorrisi e dediche di compiacimento. Basti pensare che gli strumenti a disposizione su i vari dispositivi consentono attraverso delle applicazioni di sconvolgere totalmente l’immagine e destinarle ad altri utilizzi.
Ergo, non vi è nessun divieto a pubblicare le foto del minore, ma chi lo fa deve sapere che si sta assumendo una grossa Responsabilità.
La legge non ammette ignoranza prevede il rispetto di norme a tutela del minore con pene inequivocabili. Maria Vittoria; sara’ il senso di Responsabilità verso il bambino a garantirgli il Rispetto.

*Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica. Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”.

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Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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