RUBRICHE-DON ANTONIO PRESENTA A NOI IL MIRACOLO DELLE NOZZE A CANA DI GALILEA

Carissimi lettori, la Parola di questa Domenica ci presenta l’episodio del miracolo delle nozze a Cana di Galilea, compiuto da Gesù. Questo miracolo, con le immagini coniugali vuole farci capire che è necessario il nostro rapporto con Dio, ricordandoci che l’amore è il risultato di una lunga e faticosa conquista, capace di fare dono di sé agli altri. Solo in questo caso è possibile che ci sia una comunione profonda, viva e vera con l’altro. Solo in questo caso nella buona e nella cattiva sorte è possibile che ci sia un motivo di confronto, di coraggio e di speranza, facendoci capire che la nostra vita con Dio in Cristo è una vita nunziale. Facendoci capire che la nostra vita cristiana non è soltanto un semplice, momentaneo, e improvviso innamoramento, ma una condivisione della vita stessa di Gesù. La vita coniugale si esaurisce solo in alcuni e saltuari momenti di intima comunione? No. E come la vita coniugale anche la nostra vita cristiana non può e non deve esaurirsi nell’osservanza di qualche sporadica e commovente cerimonia. Ma come l’amore vero, la vita cristiana deve manifestarsi nel lottare, nel soffrire e nel camminare insieme. È sintomatico che alla richiesta di Maria, Gesù risponde dicendo:” Non è ancora giunta la mia ora”. Perché la sua ora non è quella del miracolo, ma quella della croce. E così anche per noi, l’ora in cui siamo chiamati a rivelare e a dimostrare la nostra identità cristiana è quella in cui siamo chiamati a portare la croce, con fede, senza scoraggiarci, senza stancarci di fare il bene, anche di fronte alle ingratitudini, mettendo i doni ricevuti a servizio del prossimo e a servizio della Chiesa, che è una comunità di servizio. Cercando, tutti di impegnarci sempre di più. L’intervento della Madonna a far compiere il miracolo, dicendo “Fate quello che vi dirà”,è un invito ad andare continuamente alla sorgente della nostra fede, cioè alla Parola di Dio, per verificare il nostro rapporto nunziale con il Signore. E l’invito di Gesù è altrettanto chiaro: “Riempite d’acqua le giare”. Come vediamo non si tratta di abolire le forme esteriori del culto , ma di dare ad esse pienezza di senso e di verità, facendone uno strumento per cambiare la nostra vita in vino buono per la gioia dei nostri fratelli e sorelle. Ci auguriamo che questo messaggio, partendo dall’Alto Casertano possa raggiungere tutti e coglierli preparati a tradurre in pratica quanto Gesù vuole trasmetterci. Teniamo presente che solo l’unione con Lui può trasformare la nostra vita e riempire il nostro cuore di tanto amore, di un amore così abbondante e ottimo come il vino miracoloso di Cana di Galilea. Un amore così grande e e bello da consentire anche a noi di mutare le angosce di un fratello o di una sorella in sollievo, di mutare le sue tristezze in letizia e di mutare gli occhi spenti di un amico o di un’amica in occhi che brillano come le stelle del firmamento. Buona e Santa Domenica a tutti! Don Antonio

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