SOCIOLOGIA- QUANDO IL VACCINO FA BENE ALLA SALUTE MA FA MALE ALLA COPPIA

Gentile Dott.ssa un tempo si divorziava per colpa della suocera invadente oltre che per problemi finanziari oggi invece una delle cause più frequenti, leggevo, è il vaccino.  La causa è da ricercare nel fatto che forse siamo diventati più ligi o perché angosciati?

Gilda S.

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*ROBERTA MARRA|Gentile Lettrice, ha detto bene un tempo era la suocera il problema più discutibile. L’ invadenza, il cordone ombelicale tagliato concretamente alla nascita a fatica nella vita. Nel caso dei vaccini la questione è molto più seria. I disequilibri generati e quelli che la pandemia ha maggiormente acuito sono collocabili in più ambiti, prima di tutto quello economico/lavorativo, lo stare troppo a casa. Per questo più “vulnerabili”. Da qui, poco a poco il tempo trascorso nelle perenni incertezze ha generato sfiducia nell’ altro generalizzato. Includo le informazioni provenienti dall’ esterno oltre che la compromissione del dialogo di coppia e familiare. Banalmente dico anche: “il troppo storpia”. Bello il calore familiare, vivere la condivisione ma come quando non si lavora e le finanze si prosciugano, così se l’individio non ha interazioni dirette col mondo esterno, un confronto, esaurisce tutte le risorse emotive e motivazionali tanto da iniziare a brancolare nel buio ed infine si esaspera .
Si aprono le porte alla sfiducia all’angoscia e alla paura solo assopite in questi due anni di protagonismo dovuto alla pandemia. Come non considerali sinonimi di vulnerabilità?
Dobbiamo, innanzitutto entrare nell’ottica che l’ epoca in cui stiamo vivendo e’ di riassetto e di novità a partire della percezione della realtà. Sono cambiati i codici di codifica, perché siamo cambiati noi. Si il vaccino è un problema. Ha diviso la popolazione figuriamoci le famiglie e le coppie. Il marito pro vaccino la moglie non proprio e chi decide per i figli minorenni? Come si fa? Altro problema.
Le fornisco un dato, si sono registrate molte cause di separazione a per i motivi di cui sopra; le dirò di più, una recente nota di un Avvocato matrimonialista del foro di Santa Maria Capua Vetere lo conferma e aggiunge appunto come Le dicevo, un’ esasperazione generata da molteplici fattori tra cui il lavoro. Quindi ancora una volta tutto ruota intorno alle due solite variabili: salute e finanze. “Gli oggetti” ai mille ordini del giorno discussi e mai risolti in questi due anni di pandemia che i telegiornali e giornali ci ricordano tutti i giorni.
Percui, per quanto il vaccino possa destare problematiche sociali a 360⁰ gradi, mettendo addirittura in discussione il concetto stesso di Democrazia; quindi il principio cardine della società, è pur vero che sono tante le persone in disequilibrio economico e in questo mondo che viaggia veloce, il biglietto ha un prezzo molto alto ed è impossibile non essere esaperati nei valori e nella morale.
Le pratiche “estreme” di risoluzione si rintracciano nell’ individualismo. In una chiusura totale e sfiducia .
Come dire, nell’ incerto voglio decidere solo per me, una presunzione misto ad egoismo? Può essere. Si declinano e scansano responsabilità, perché si teme il futuro e la sua incertezza.
È un vero e proprio modo di “protestare” quello di rifugiarsi nella separazione dal coniuge, tenendo conto del totale andamento sociale? Potrebbe essere; la vita è stata sconvolta e le istituzioni non hanno pensato al “nostro ” bene. Hanno strumentalizzato e politicizzato la pandemia. Nessuna decisione unanime è stata condivisa con la società che restava in attesa col fiato sospeso.

*Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica.
Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”

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