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PIEDIMONTE MATESE, RITORNA LA NUOVA STAGIONE DEI “TEATRI DI PIETRA”

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Tina Negri| Piedmonte Matese. Nuovo appuntamento con la cultura e lo spettacolo dal vivo a Piedimonte Matese domenica 6 novembre. Ritorna, infatti, la nuova stagione 2022 dei Teatri di Pietra.
La rete nazionale “Teatri di Pietra”, coordinata dal maestro Aurelio Gatti, da oltre vent’anni pone al centro la valorizzazione dei siti archeologici e monumentali attraverso lo spettacolo dal vivo. “Il nostro teatro” spiega Gatti, “nasce in primo luogo per offrire un’occasione in più per di vivere il paesaggio e la storia attraverso i siti monumentali , ma soprattutto per fare del teatro antico, o dei luoghi dove si fa teatro, lo spazio dell’incontro tra artisti e spettatori della comunità che, nell’esperienza dello spettacolo dal vivo, si rinnova ogni volta”.
Fondale degli spettacoli in scena a Piedimonte Matese sarà il complesso monumentale dell’ex convento domenicano di San Tommaso d’Aquino, costruito tra il 1394 e il 1414 per iniziativa di Sveva Sanseverino, signora di Piedimonte e pronipote di san Tommaso d’Aquino, al quale volle intitolare la chiesa ed il convento.
Danza, musica, teatro e letture, dunque, per i due spettacoli che andranno in scena nel comune matesino.
Primo appuntamento domenica 6 novembre con la rappresentzione de “La Lupa” ispirato al capolavoro di Giovanni Verga, nata da una idea di Aurelio Gatti, coreografia di Carlotta Bruni con la danzatrice Lucia Cinquegrana, musica di Marco Schiavoni e la voce narrante di Sebastiano Tringali.
Il racconto di una donna che è istinto puro, non conosce continenze, né ragione, né religione. Una storia che disorienta per la condizione umana così estrema che porterà alla completa perdizione delle vite dei personaggi.
Sabato 12 novembre Lucia Cinquegrana, Elisa Carta Carosi, Claudia Morello, Lucrezia Serafini, Paola Saribas, e Mario Brancaccio daranno vita a uno spettacolo dal vivo di grande livello: Infiniti mondi da Giordano Bruno, per sorprendere ed emozionare gli spettatori.
Lo spettacolo che unisce danza e teatro, mette in scena l’autentico furore della ricerca e della scoperta che hanno animato il filosofo Giordano Bruno, simbolo della lotta per la libertà di pensiero, punto di partenza essenziale per elevare la vita di ogni essere vivente. Una rappresentazione dove l’infinita grandezza dell’universo è messa a confronto con il confine più ristretto della dimensione umana. Che senso hanno le nostre vite, di fronte all’immensità?
ché se infiniti sono i Mondi e le galassie, l’uomo non può essere il privilegiato del creato. Tantomeno lo è un unico popolo, appartenente alle molteplici e poliedriche razze umane.”

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