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LA ZUCCA “REGINA” DEL MERCATO. LE PROSPETTIVE DEL MERCATO CONTADINO DELL’ALTO CASERTANO

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Redazione. Indubbiamente Arturo Armando Vendettuoli e Concetta (Tina) Negri hanno avuto una ottima idea, quella di far nascere il “Mercato contadino dell’Alto Casertano”, che ha avuto il suo battesimo ad Ailano lo scorso 8 ottobre 2022. La loro idea è stata accolta con molto favore non solo dai produttori, che fin dalla prima edizione sono accorsi numerosi, ma anche dai Sindaci dei comuni limitrofi, i quali hanno fatto a gara per chiedere di condividere questa iniziativa, nata per Ailano.

Questo “mercato contadino”, che sta diventando itinerante, si è riunito ieri, venerdì 20 gennaio 2023, a Prata Sannita, in località “Mulino vecchio”, sulle sponde del Lete, per consentire le riprese televisive della trasmissione di Rai 1 “Linea verde”, che ne parlerà nella puntata del prossimo 26 febbraio 2023. Il richiamo della ripresa televisiva della Rai è stato molto forte e la partecipazione dei produttori molto alta malgrado il freddo polare e la forte umidità, che hanno ridotto l’afflusso dei visitatori/acquirenti per cui, probabilmente, il giro di affari credo sia stato abbastanza al di sotto delle aspettative.

Parlo di questo mercato, che ha una buona prospettiva di sviluppo, perché gli organizzatori mi chiesero di tenerne a battesimo l’inaugurazione ad Ailano, dove tenni una conferenza centrata sui significati dei termini “eccellenza del territorio”, “prodotto tipico”, “qualità delle materie prime”, “tutela della biodiversità” e “promozione dell’economia”. Proprio su questi ultimi due punti in quell’occasione ho sostenuto che sicuramente non si crea sviluppo e economia se tutti si mettono a coltivare lo stesso prodotto, quello che raggiunto quei riconoscimenti legali e di mercato che ne assicurano il futuro. Viceversa, bisogna recuperare quelle colture spontanee che da marginali possono diventare economicamente vantaggiose, tra cui il mirtillo, perché contiene pterostilbene, e altri frutti di bosco, che ormai per i loro costituenti bioattivi sono considerati come “curativi e miracolosi” (Frontier in Pharmacology, 29 giugno 2022), il corniolo e, infine, il sambuco, che è una vera sorgente di antocianine e polifenoli presenti non solo nelle bacche ma anche nei rami, e il cui sciroppo rappresenta già negli USA un’alternativa all’uso improprio di antibiotici per i sintomi delle vie respiratorie superiori dovuti a infezioni virali e un’alternativa ai farmaci da prescrizione per i casi di routine del comune raffreddore e dell’influenza.

Queste essenze arboree e arbustive, presenti spontaneamente anche nel territorio del Matese, sono state dimenticate nell’arco di qualche generazione mentre, come veniva suggerito, il loro recupero potrebbe, tutelando la biodiversità, creare nuove fonti di reddito.

Alternativamente, una nuova fonte di reddito può essere creata introducendo una coltivazione aggiuntiva, come ha fatto il prof. Augusto Parente con il Crocus sativus, la pianta della famiglia delle Iridacee, dai cui stigmi del fiore si ottiene la spezia “zafferano”. Non a caso ieri all’edizione di Prata del mercato contadino il primo stand è stato dedicato proprio allo zafferano e l’ultimo alle colture di Letino, tra le quali la zucca.

Questo ultimo stand di Vittoria Saccone, giovane coltivatrice e allevatrice di Letino, esponeva le famose patate di Letino, i fagioli di Letino, le zucchine secche, una tradizione del territorio che forse permane solo a Letino, l’origano, le cipolle, per le quali Vittoria ha rivendicato essere di Letino e non di Alife, e, infine, la zucca, che da me è stata eletta “regina del mercato” per la sua unicità.

Infatti, malgrado il freddo e l’umidità, ieri sono andato anche io al mercato, munito di un piccolo poster nel quale avevo riassunto le proprietà biologiche della zucca, per continuare il mio discorso informativo/formativo iniziato ad Ailano.

Nell’Alto Casertano, infatti, la produzione di zucca è più bassa della media nazionale che con il 2% è all’ultimo posto della classifica dei paesi produttori di zucca, insieme alla Spagna, il Bangladesh e Turchia. Naturalmente ad aprire la classifica dei paesi produttori di zucca c’è la Cina, che da sola produce il 58% della produzione mondiale, seguita dall’India con il 20%. Il rimanente 14% della produzione mondiale è prodotto per il 4% rispettivamente dalla Federazione russa e dalla Ucraina, seguite con un 3% ciascuno da Stati Uniti e Messico.

Sebbene sia un ortaggio straordinario per la sua doppia valenza di alimento multifunzionale-medicinale e nutriente, la zucca, o meglio le zucche, perché ne vengono coltivate di diversi tipi (è uno dei generi morfologicamente più vari del regno vegetale), sono una delle piante alimentari e medicinali più trascurate e sottoutilizzate. Le bucce e la polpa contengono minerali essenziali e sostanze fitochimiche (β-carotene, flavonoidi, ecc.) che possono aiutare il sistema immunitario e ritardare l’invecchiamento. I semi di zucca, a loro volta, sono ricchi di zinco che, come è stato messo in rilievo in più occasioni durante questa epidemia di COVID-19 dagli scienziati, ha un effetto ossidante e mediatore con la stimolazione di importanti enzimi. Il consumo di zucca migliora lo stato nutrizionale delle persone, in particolare quelle vulnerabili che hanno maggior bisogno di vitamina A. Studi recenti, poi, stanno dimostrando che le fibre della zucca modificano la risposta glicemica e che, con le altre sostanze fitochimiche, hanno un impatto positivo nel trattamento del diabete. Infine, la zucca gioca questa doppia funzione nell’alimentazione: serve per recuperare e mantenere un buon stato di salute ma serve anche quando si vogliono adottare regimi dietetici con una restrizione calorica dal momento che la zucca fornisce solo 18kcal/100grammi.

Vedremo se queste poche parole spese a favore di una ripresa della coltivazione delle zucche avrà qualche effetto e se vedremo  in abbondanza anche nel nostro “Mercato contadino dell’Alto Casertano” zucche di ogni tipo, inclusa ormai l’introvabile Lagenaria sicenaria, più nota “cocozza lunga”, che qualcuno può pensare che sia uno zucchino, sbagliando.

Prof. Comm. Antonio Malorni

Delegato di Caserta dell’Accademia Italiana della Cucina – Istituzione Culturale della Repubblica Italiana e già Direttore dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR.

 

LEGGENDA ALLA FOTOGRAFIA: Vittoria Saccone esibisce con orgoglio la sua zucca di Letino.

LEGGENDA ALLA TAVOLA: Le proprietà biologiche della zucca.

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